L’idea era quella di realizzare una sorta di diffusore assoluto, nel senso etimologico di “ab-solutus”, sciolto da vincoli esterni
Diffusore proteso verso il futuro, il BeoLab 90 rompe con la tradizione della casa, con lo stile dei filiformi BeoLab 8000, BeoLab 18 e simili: ciascun diffusore è alto 1,25 metri, pesa 137 kg ed è dotato di 18 altoparlanti pilotati da altrettanti finali in classe D. Come ha spiegato la project manager Roberta Spigarelli durante la conferenza di presentazione a Roma, il BeoLab 90 è il primo diffusore B&O progettato in funzione dell’acustica e non dell’estetica. L’idea era quella di realizzare una sorta di diffusore assoluto, nel senso etimologico di “ab-solutus”, sciolto da vincoli esterni: un diffusore capace di eliminare le influenze dell’ambiente d’ascolto e di ricreare il palcoscenico ideale. Impresa ardua. Problemi ingegneristici a parte, si trattava di dare un aspetto elegante a un colosso di questa fatta. B&O ha così lanciato un concorso di design, vinto dai tedeschi Thorsten Frackenpohl e André Poulheim. I due designer si sono ispirati all’architettura dell’aeroporto di Marrakech e dei grattacieli di Dubai, allo stadio Allianz Arena di Monaco e alle sfaccettature del diamante, al Bauhaus e persino alla BMW Gina, una concept car con carrozzeria in alluminio rivestita di tessuto.
Il BeoLab 90 si basa sul seguente principio: cancellare le riflessioni provocate dall’ambiente d’ascolto, che tolgono profondità al palcoscenico e alterano il timbro, mediante onde di uguale ampiezza e fase opposta. Per questo i suoi 18 driver sono disposti su facce diversamente angolate: sulla faccia anteriore, rivolta verso l’ascoltatore, sono collocati il woofer principale, tre mid e tre tweeter; sulle quattro facce laterali anteriori e posteriori (front L/R, back L/R) trovano posto gli altri 11 altoparlanti. I driver della faccia anteriore generano il suono diretto, quelli laterali cancellano le riflessioni; in fase di installazione un tecnico B&O rileva i campi sonori presenti nelle postazioni d’ascolto e li memorizza sui DSP dei BeoLab 90, che provvedono a generare le onde in controfase (Active Room Compensation); è possibile impostare fino a 20 regolazioni.
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