Le esigenze dell’home design spesso si scontrano con quelle dell’audio di qualità: da una parte l’esigenza di mantenere stile ed eleganza dell’ambiente ai massimi livelli, dall’altra quella di avere i diffusori nella giusta posizione. In mezzo tante e diverse soluzioni che possano, in qualche modo, combinare e far convivere i due punti estremi: uno di questi è il settore dell’in-wall – o incasso, se vogliamo utilizzare un termine italiano – quello che negli ultimi anni ha fatto importanti passi in avanti da un punto di vista tecnico e del risultato finale. Risultato che è una sintesi tra l’impatto estetico sempre più basso e la qualità audio sempre più vicina ai diffusori tradizionali, quelli che fanno la loro ingombrante presenza nella stanza di ascolto che spesso coincide con il living principale dell’abitazione. Il percorso tecnico degli speaker in-wall è stato esponenziale e veloce, una volta appurato l’alto grado di accettazione di utenti finali e di installatori professionali. Si è passati ben presto dalle soluzioni minimali (spesso sistemi coassiali, con bassa tenuta in potenza e qualità audio low-fi) a prodotti che riprendono materiali, tecnologie e sopratutto prestazioni dei modelli tradizionali dei diffusori “in-room”, dai quali si differenziano per la mancanza del box. Anche se per alcune soluzioni in-wall questa affermazione non è così corretta, in quanto anche queste dotate di un proprio volume di lavoro ben calcolato: un vero box da installare nel muro così da ottimizzare le prestazioni della gamma bassa. In questi casi, il woofer si trova a lavorare in un volume sigillato, solido e del tutto svincolato dalla struttura del muro in cui viene inserito. Ancora in tema di gamma bassa, questi ultimi anni le novità del settore hanno portato ad una maggiore presenza nei listini delle aziende di veri e propri subwoofer, anche questi per un utilizzo in-wall e quindi virtualmente invisibili. Subwoofer che, come nel caso dei diffusori a gamma intera, hanno poco da farsi perdonare rispetto ai loro quasi simili da ambiente: alcuni di questi integrano una sezione di potenza dedicata e comunque sono progettati per combinarsi in modo congruo e ben definito con il resto della gamma.
L’affinamento della tecnologia e dei metodi produttivi ha portato le maggiori aziende del settore ad ottimizzare i propri prodotti e a creare delle ulteriori sottocategorie nell’ambito dell’in-wall genericamente detto; per cui abbiamo soluzioni specifiche per l’installazione a muro, ma anche altre che possiamo utilizzare per il soffitto (inceiling) e modelli che tengono conto anche dell’installazione in un controsoffitto leggero.
In sostanza abbiamo (e con noi tutti i bravi installatori professionisti) diverse soluzioni per la maggior parte delle esigenze tecniche e di utilizzo.
I primi modelli semplici ed essenziali hanno lasciato il posto a soluzioni più complesse e complete: i modesti coassiali piuttosto poveri nelle prestazioni sono diventati sistemi a
più vie con speaker separati, così come anche la struttura di questi si è sempre più raffinata e ora possiamo utilizzare altoparlanti in kevlar, carbonio e altri materiali ad alto
contenuto tecnologico che, inevitabilmentesi riflettono in modo positivo sulle loro prestazioni elettroacustiche. Insieme al miglioramento di questi elementi e parametri, è proseguito anche un altro percorso dei diffusori in-wall: il loro inserimento in ambiente. La struttura interna che li supporta, ma soprattutto quella esterna si sono evolute al
pari degli altoparlanti veri e propri.
In modo particolare la cornice e la griglia in molti casi hanno assunto dimensioni e forme talmente ridotte da avere un impatto visivo molto contenuto, ancora più basso quando
possiamo colorare e dipingere questi elementi con gli stessi toni e materiali che abbiamo usato per il resto del muro/soffitto. In questo modo, il diffusore installato è poco
visibile, poco invasivo e comunque non incide in ambiente come invece accade con un diffusore tradizionale, seppur compatto che sia: non siamo ancora alla invisibilità totale
(in qualche caso invece ci siamo!) ma siamo arrivati ad un livello molto basso di effetto presenza. Se riuscire ad evitare di installare al centro della stanza due torri nere
e ingombranti per l’audio in stereofonia è un bel punto di forza dei diffusori in-wall, evitare di installarne un numero che parte da cinque e arriva chissà a quanti per l’home theater è ancora meglio! Soprattutto con i sistemi multicanale, la possibilità di celare i diffusori nelle pareti o soffitti è ancora più vantaggiosa e più apprezzata in ambienti piccoli, eleganti, dallo stile essenziale.
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Un dato di fatto che le aziende produttrici hanno capito e che stanno seguendo con attenzione e con i giusti prodotti. Nel listino di quelle più attente troviamo, ad esempio, soluzioni specifiche per canale centrale, cosa che semplifica l’installazione di un sistema a 5.1 canali. Per i canali posteriori arrivano proposte forse ancora più stimolanti o quanto meno di particolare interesse tecnico. Alcuni di essi possono essere installati a soffitto (per abbassare ancora di più il tasso di presenza in ambiente) e presentano la sezione medioalta (quindi tweeter e/o midtweeter) inclinati di parecchi gradi rispetto al piano del woofer: questa soluzione permette che la gamma media e alta vengano specificatamente indirizzata verso l’area di ascolto; alcuni consentono anche la regolazione manuale di questa inclinazione, così da essere ancora più precisi ed efficaci nella riproduzione della zona di ascolto ideale.
Ma dove gli altoparlanti in-wall partono decisamente più avvantaggiati rispetto a quelli tradizionali è negli ulteriori due canali effetti in un sistema Dolby Atmos, quelli che sono specificatamente dedicati alla installazione a soffitto: a questo punto possiamo immaginare un intero sistema Atmos a 7.1.2 canali (quindi con ben 10 diffusori da utilizzare) tutto in-wall a bassissimo impatto visivo, ma ad alte emozioni sonore! Un altro campo di applicazione che beneficia indubbiamente di una installazione nascosta può essere quello del multiroom, sia in caso residenziale che commerciale, con tanti diffusori installati nelle diverse stanze/sale ancora poco visibili e per nulla ingombranti. Ma è tutto oro quello che luccica…nelle pareti?
Chiaramente no e come ogni prodotto e tecnologia anche l’in-wall ha i suoi lati da valutare bene prima di ogni acquisto. Il punto meno positivo di questi diffusori rimane legato alla loro stessa installazione, ovvero bisogna essere molto oculati in fase di progetto per trovare loro un posto adeguato e congruo alla sezione video che verrà installata, nel caso di sistemi multicanale HT. Chiaramente vanno rispettate le geometrie che vogliono tutti i canali sistemati in modo equilibrato e simmetrico al TV/schermo, con i canali frontali simmetrici ed equidistanti, il centrale chiaramente al centro e i posteriori alle spalle della zona di ascolto. Posizioni vincolate che vanno, quindi, ben ponderate e decise con il progetto della nuova stanza alla mano e le idee ben chiare dove verrano collocati i mobili. Ritrovarsi con il televisore da una parte e diffusori da tutt’altra non è per nulla comodo…
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