L’audio (quasi) invisibile

11 Maggio 2015
L’audio (quasi) invisibile
Arredo & Design
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Ristrutturazione o costruzione di un’abitazione: il momento migliore per progettare un impianto audio a impatto ambientale molto ridotto. Tanti e ben diversificati i nuovi prodotti e tecnologie per l’installazione in-wall

Le esigenze dell’home design spesso  si scontrano con quelle dell’audio di  qualità: da una parte l’esigenza di  mantenere stile ed eleganza dell’ambiente  ai massimi livelli, dall’altra quella di avere  i diffusori nella giusta posizione. In mezzo  tante e diverse soluzioni che possano, in  qualche modo, combinare e far convivere  i due punti estremi: uno di questi è il settore  dell’in-wall – o incasso, se vogliamo utilizzare  un termine italiano – quello che negli ultimi  anni ha fatto importanti passi in avanti da  un punto di vista tecnico e del risultato finale.  Risultato che è una sintesi tra l’impatto  estetico sempre più basso e la qualità audio  sempre più vicina ai diffusori tradizionali,  quelli che fanno la loro ingombrante  presenza nella stanza di ascolto che spesso  coincide con il living principale dell’abitazione.  Il percorso tecnico degli speaker  in-wall è stato esponenziale e veloce, una  volta appurato l’alto grado di accettazione  di utenti finali e di installatori professionali. Si  è passati ben presto dalle soluzioni minimali  (spesso sistemi coassiali, con bassa tenuta  in potenza e qualità audio low-fi) a prodotti  che riprendono materiali, tecnologie e sopratutto  prestazioni dei modelli tradizionali  dei diffusori “in-room”, dai quali si differenziano  per la mancanza del box.  Anche se per alcune soluzioni in-wall questa  affermazione non è così corretta, in  quanto anche queste dotate di un proprio  volume di lavoro ben calcolato: un vero  box da installare nel muro così da ottimizzare  le prestazioni della gamma bassa. In  questi casi, il woofer si trova a lavorare in  un volume sigillato, solido e del tutto svincolato  dalla struttura del muro in cui viene  inserito. Ancora in tema di gamma bassa,  questi ultimi anni le novità del settore hanno  portato ad una maggiore presenza nei listini  delle aziende di veri e propri subwoofer,  anche questi per un utilizzo in-wall e quindi  virtualmente invisibili. Subwoofer che, come  nel caso dei diffusori a gamma intera, hanno  poco da farsi perdonare rispetto ai loro  quasi simili da ambiente: alcuni di questi integrano  una sezione di potenza dedicata e comunque sono progettati per combinarsi in modo congruo e ben definito con il resto della gamma.

L’affinamento della tecnologia e dei metodi produttivi ha portato le maggiori aziende del settore ad ottimizzare i propri prodotti e a creare delle ulteriori sottocategorie nell’ambito dell’in-wall genericamente detto; per cui abbiamo soluzioni specifiche per l’installazione a muro, ma anche altre che possiamo utilizzare per il soffitto (inceiling) e modelli che tengono conto anche dell’installazione in un controsoffitto leggero.
In sostanza abbiamo (e con noi tutti i bravi installatori professionisti) diverse soluzioni per la maggior parte delle esigenze tecniche e di utilizzo.

L’EVOLUZIONE CHE CONVINCE

I primi modelli semplici ed essenziali hanno lasciato il posto a soluzioni più complesse e complete: i modesti coassiali piuttosto poveri nelle prestazioni sono diventati sistemi a
più vie con speaker separati, così come anche la struttura di questi si è sempre più raffinata e ora possiamo utilizzare altoparlanti in kevlar, carbonio e altri materiali ad alto
contenuto tecnologico che, inevitabilmentesi riflettono in modo positivo sulle loro prestazioni elettroacustiche. Insieme al miglioramento di questi elementi e parametri, è proseguito anche un altro percorso dei diffusori in-wall: il loro inserimento in ambiente. La struttura interna che li supporta, ma soprattutto quella esterna si sono evolute al
pari degli altoparlanti veri e propri.

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In modo particolare la cornice e la griglia in molti casi hanno assunto dimensioni e forme talmente ridotte da avere un impatto visivo molto contenuto, ancora più basso quando
possiamo colorare e dipingere questi elementi con gli stessi toni e materiali che abbiamo usato per il resto del muro/soffitto. In questo modo, il diffusore installato è poco
visibile, poco invasivo e comunque non incide in ambiente come invece accade con un diffusore tradizionale, seppur compatto che sia: non siamo ancora alla invisibilità totale
(in qualche caso invece ci siamo!) ma siamo arrivati ad un livello molto basso di effetto presenza. Se riuscire ad evitare di installare al centro della stanza due torri nere
e ingombranti per l’audio in stereofonia è un bel punto di forza dei diffusori in-wall, evitare  di installarne un numero che parte da  cinque e arriva chissà a quanti per l’home  theater è ancora meglio! Soprattutto con i  sistemi multicanale, la possibilità di celare  i diffusori nelle pareti o soffitti è ancora più  vantaggiosa e più apprezzata in ambienti  piccoli, eleganti, dallo stile essenziale.

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Un dato di fatto che le aziende produttrici  hanno capito e che stanno seguendo con  attenzione e con i giusti prodotti. Nel listino  di quelle più attente troviamo, ad esempio,  soluzioni specifiche per canale centrale,  cosa che semplifica l’installazione di un  sistema a 5.1 canali. Per i canali posteriori  arrivano proposte forse ancora più stimolanti  o quanto meno di particolare interesse  tecnico. Alcuni di essi possono essere installati  a soffitto (per abbassare ancora di più  il tasso di presenza in ambiente) e presentano  la sezione medioalta (quindi tweeter  e/o midtweeter) inclinati di parecchi gradi  rispetto al piano del woofer: questa soluzione  permette che la gamma media e alta  vengano specificatamente indirizzata verso  l’area di ascolto; alcuni consentono anche  la regolazione manuale di questa inclinazione,  così da essere ancora più precisi  ed efficaci nella riproduzione della zona di  ascolto ideale.

Ma dove gli altoparlanti in-wall partono  decisamente più avvantaggiati rispetto a  quelli tradizionali è negli ulteriori due canali  effetti in un sistema Dolby Atmos, quelli che  sono specificatamente dedicati alla installazione  a soffitto: a questo punto possiamo  immaginare un intero sistema Atmos a 7.1.2  canali (quindi con ben 10 diffusori da utilizzare)  tutto in-wall a bassissimo impatto  visivo, ma ad alte emozioni sonore! Un altro  campo di applicazione che beneficia indubbiamente  di una installazione nascosta  può essere quello del multiroom, sia in caso  residenziale che commerciale, con tanti  diffusori installati nelle diverse stanze/sale  ancora poco visibili e per nulla ingombranti.  Ma è tutto oro quello che luccica…nelle pareti?

Chiaramente no e come ogni prodotto  e tecnologia anche l’in-wall ha i suoi lati da  valutare bene prima di ogni acquisto.  Il punto meno positivo di questi diffusori rimane  legato alla loro stessa installazione,  ovvero bisogna essere molto oculati in fase  di progetto per trovare loro un posto adeguato  e congruo alla sezione video che verrà  installata, nel caso di sistemi multicanale  HT. Chiaramente vanno rispettate le geometrie  che vogliono tutti i canali sistemati in  modo equilibrato e simmetrico al TV/schermo,  con i canali frontali simmetrici ed equidistanti,  il centrale chiaramente al centro e  i posteriori alle spalle della zona di ascolto.  Posizioni vincolate che vanno, quindi, ben  ponderate e decise con il progetto della  nuova stanza alla mano e le idee ben chiare  dove verrano collocati i mobili. Ritrovarsi  con il televisore da una parte e diffusori da  tutt’altra non è per nulla comodo…