Dal citofono al videocitofono: negli ultimi anni, quello che era un accessorio di extra lusso, anche se legato a semplici immagini bianco/nero, ha compiuto passi da gigante che gli hanno fatto conquistare il colore e, soprattutto, la diffusione in tante abitazioni. Elvox con il Wide Touch, videocitofono con display touch screen offre oggi un oggetto semplice e altamente tecnologico. Ma l’offerta in questo campo è molto ampia.
Grazie infatti all’acquisizione di diverse tecnologie mutuate da altri settori e, soprattutto, agli enormi passi in avanti compiuti dal video, proprio il videocitofono si è evoluto a tal punto da essere un mezzo di comunicazione all’avanguardia. Capace, quindi, di immagini a colori di elevata qualità anche di notte, funzionalità intercom, possibilità di impiego in contesti multipli, integrazione con la domotica.
Nel settore della TVCC a ogni livello, quindi anche della videocitofonia, Elvox – ora in orbita Vimar – è un punto di riferimento, con un’offerta ampia ed estremamente qualificata. Riguardo ai videocitofoni, al tradizionale modello Giotto si affiancano le serie 6600, 6800 e 7200, abbinabili a postazioni esterne come quelle moderne e versatili delle serie 3300 e 1200.
Sono tutti basati sulla tecnolgia Elvox DueFili, che permette la creazione di un impianto videocitofonico con facilità grazie all’impiego di un solo cavo, composto da una coppia di fili twistati, con il quale si possono collegare targhe, alimentatori, eventuali distributori e apparecchi videocitofonici fino a un massimo di 200 utenti. Due cavi twistati inglobati in un cavetto di diametro molto ridotto, che trasportano segnali digitali, è la nuova tecnologia che porta con sé estrema semplicità, facilità di installazione e versatilità.
Rivoluzionario
Innanzitutto, il Wide Touch, come il nome lascia intuire, si basa su display touch-screen da 7” in formato 16:9 e retroilluminato a LED. Il sistema touch permette l’accesso a nuove funzionalità (fino a 100) mantenendo la massima intuitività d’uso, mentre i classici comandi (risposta, apertura, mute) sono comunque presenti attraverso pulsanti a sfioramento.
Inoltre, per la prima volta, lo stesso videocitofono è proposto in tre versioni, in modo da soddisfare ogni esigenza o condizione di impiego: da incasso, da tavolo, da parete. In quest’ultimo caso, lo spessore di soli 18 mm e le linee morbide fanno di Wide Touch quasi un complemento d’arredo, complici anche le tonalità neutre: bianco o nero lucidi. Una serie di icone sul display, invece, rappresentano le varie funzioni (Abilita/disabilita registrazione automatica, Menu videocitofono, Menu memo family Memo rubrica, Memo picture, Abilita/disabilita risposta automatica, Menu telecamere, Menu attivazioni Impostazioni e Chiamata Centralino), che portano ad alcune inedite per un videocitofono.
Ad esempio, Memo Vision registra l’immagine di chi ha suonato alla porta, anche con messaggio audio registrato, in modo da verificare le visite ricevute durante un’assenza o se non si è potuto rispondere. Memo Answer, invece, permette la registrazione di un messaggio audio da riprodurre non appena qualcuno suona, mentre Memo Family fa lo stesso ma internamente, quindi per comunicare con i familiari o lasciare messaggi di servizio, anche su dispositivi intercomunicanti. Infine Memo Pictures: una sorta di lavagna elettronica (non a caso Wide Touch ha il pennino in dotazione) per lasciare messaggi e schizzi a mano libera.
L’installatore, invece, beneficia della massima libertà di programmazione (la configurazione è poi salvabile su USB), dall’associazione dell’ID del Wide Touch alla configurazione dei gruppi, dall’assegnazione delle funzioni ausiliarie ai pulsanti della tastiera a sfioramento alla possibilità di nominare in maniera diversa ogni postazione esterna dell’impianto.