Il cuore del prodotto è l’architettura acustica. Dentro lo chassis di Sonos Beam Ultra, decisamente compatto con i suoi 75 centimetri, trovano posto nove amplificatori digitali in classe D, cinque tweeter e quattro woofer a basso profilo. Il tweeter centrale emette frontalmente, con l’obiettivo di ricreare una scena sonora stabile, percepibile anche a chi siede lontano dal centro del divano. Ai lati, due tweeter a tromba creano la separazione stereo. I due tweeter che guardano verso l’alto sono la parte più interessante: riflettono il suono sul soffitto e servono a costruire la dimensione verticale dei formati immersivi, come il Dolby Atmos.

Il suono che si adatta alla stanza
Il problema della maggior parte delle soundbar è che suonano uguali in ogni ambiente. Il Beam Ultra usa Trueplay, un sistema di calibrazione proprietario che misura l’acustica della stanza, semplicemente utilizzando il proprio smartphone e il suo microfono, per correggere l’equalizzazione. Il risultato dipende da quanto l’ambiente è strutturato: un salotto con tappeti, divani imbottiti e tende suona diverso da uno con pavimenti in parquet e pareti nude con Trueplay tiene conto di entrambi. E’ possibile utilizzare questa funzione con dispositivi iOS e Android.

Accanto a questa equalizzazione c’è una funzione di miglioramento vocale basata sull’intelligenza artificiale, che riconosce la voce umana e la rende più chiara. Si possono scegliere quattro livelli di intervento dall’app Sonos e il risultato è percepibile soprattutto nei film con dialoghi a basso volume o nei documentari, dove le parole rischiano di perdersi sotto la musica. C’è poi la modalità notturna, che riduce l’intensità dei suoni più forti e rende più udibili i passaggi a basso volume, così da non svegliare chi dorme nella stanza accanto.

Dolby Atmos, anche senza film
I formati audio sono l’altra metà della tecnologia di Sonos. Il Beam Ultra decodifica Dolby Atmos, Dolby Digital Plus, Dolby TrueHD e PCM multicanale, oltre a DTS Digital Surround. Per l’Atmos è necessaria una connessione HDMI eARC, cioè il collegamento attualmente più prestazionale tra TV e soundbar. In questo senso l’app Sonos mostra in una schermata specifica quale formato è effettivamente decodificato in quel momento così da avere la situazione sempre sotto controllo e poter intervenire per eventuali modifiche e regolazioni.
La tecnologia di Sonos permette di potersi godere un ascolto Dolby Atmos Music anche per la sola musica ascoltata dall’app di streaming. Un suono che passa, quindi, dal classico stereo ad un ascolto immersivo ancora più emozionante e coinvolgente. Arriva grazie alla combinazione tra il potente DSP di bordo e ai driver rivolti verso l’alto: in questo modo la soundbar fa arrivare alle orecchie dell’ascoltatore il suono che “rimbalza” dall’alto, senza altri diffusori. Il consiglio è sperimentare da traccia a traccia, perché l’effetto dipende anche dalla registrazione.

Il salotto come centro di controllo
Oltre alle prestazioni acustiche il Beam Ultra mette a disposizione dell’abitazione moderna la convivenza con le altre elettroniche utilizzate. Con il collegamento HDMI eARC può passare alla TV il proprio audio e riceverne quello della TV, mentre con i prodotti Sonos compatibili è possibile trasferire l’audio del televisore alle cuffie Sonos o alle casse Sonos Ace e Ace Ultra, utili per chi vuole ascoltare la TV in cuffia senza disturbare nessuno. Tutto questo si gestisce da un’unica app, che raggruppa o separa i prodotti Sonos in base alla stanza in cui ci si trova.
Sul fronte degli assistenti vocali, la soundbar ha una matrice di microfoni a campo lontano con beamforming e cancellazione dell’eco multicanale. Significa che il comando vocale funziona anche con la musica alta e la TV accesa. Un interruttore fisico sul retro scollega i microfoni quando si vuole la massima privacy: basta spegnerlo e il dispositivo smette di ascoltare. Con Sonos Voice Control è possibile gestire alcuni comandi e regolazioni senza toccare nessun tasto ma semplicemente chiedendo al software di fare qualcosa per noi, come creare un nuovo gruppo di componenti Sonos che sono in rete in casa, come far partire una playlist audio oppure aggiungere una nuova traccia in ascolto ai preferiti.
La connettività è quella di un prodotto avanzati: Wi-Fi a doppia banda compatibile con lo standard 802.11ax, Bluetooth 5.3 per lo streaming dal telefono o dal computer e una porta Ethernet per chi preferisce il cavo, che tra l’altro abilita anche la possibilità di spegnere il Wi-Fi dall’app. Il Bluetooth si attiva con un pulsante sulla parte superiore, senza passare dal menu.

Attenzione all’ambiente di ascolto
Il Beam Ultra è lungo 75 centimetri, alto appena 6,3 e pesa 2,88 chili: una misura pensata per il mobile TV più comune e per chi non vuole una barra ingombrante. È disponibile in nero e bianco, con finitura opaca. Non c’è bisogno di un sub separato per cominciare, ma il sistema può crescere: si possono aggiungere altri diffusori Sonos per creare un surround completo quando lo spazio e il budget lo consentono.
Alla fine, il valore del Beam Ultra sta nell’equilibrio. Non promette di sostituire un impianto da cinema in una sala dedicata, ma offre una qualità sonora alta in un ingombro minimo, con tecnologie di calibrazione e di riconoscimento vocale che si notano nell’uso quotidiano. Per chi ha la TV in soggiorno e vuole un audio che non sia solo un complemento allo schermo, è la soundbar da cui cominciare.
Il vero vantaggio di questo set è la semplicità. Il Sub Mini porta i bassi senza fili e le due Era 100 possono fare da surround posteriori, mentre tutto si configura dall’app Sonos, guidata passo passo. Niente grovigli di cavi tra i diffusori, niente calibrazioni da ricominciare da capo: si collega la barra alla TV, si accendono gli altri componenti e l’app li riconosce. Il risultato è un sistema che si può costruire in una serata e che, se un giorno si vuole aggiungere una stanza, si espande con un altro altoparlante Sonos senza ripartire da zero.

La cuffia che ama la rete
Altra importante novità in arrivo dal marchio sono le cuffie Sonos Ace Ultra, over-ear con driver da 40 millimetri progettato da Sonos e cancellazione attiva del rumore con dieci microfoni e fino a 35 ore di autonomia con ANC attivo. La vera novità è il collegamento con la casa: grazie all’hardware Headphone Engine 2, oggi in Early Access, basta un tasto per portare nelle cuffie l’audio dell’impianto e un altro per riportarlo sugli altoparlanti, senza tirare fuori il telefono. Con l’aggiornamento Sonos 27 cuffie e Beam Ultra condividono nuove modalità, e con una soundbar compatibile TrueCinema ottimizza il suono in cuffia. Il risultato è un ecosistema che segue la persona dal salotto alla tasca, senza configurazioni complicate.
