Il nuovo obiettivo delle soundbar più evolute è quello di simulare il suono surround che fisicamente dovrebbe arrivare dal soffitto.
La soundbar è nata per offrire un audio dignitoso ai flat TV che stavano diventando sempre più carenti dal punto di vista sonoro. Una condizione che di fatto stava relegando gli speaker integrati a ruolo sempre più comprimario, proprio per la mancanza di spazio. Speaker sempre più piccoli, addirittura spesso spostati sul pannello posteriore del TV proprio per non interferire con i bordi sempre più sottili e con la profondità che di pari passo si andava riducendo. La situazione paradossale era quella di immagini di qualità sempre maggiore abbinate ad un audio mortificato, ridotto a semplice “optional”. Le soundbar arrivano proprio per prendersi carico della sezione audio e cercare di ripristinare gli equilibri in gioco, così da accontentare le orecchie quanto (o almeno il più possibile) gli occhi. Ma se da una parte, quindi, la soundbar prova a riallineare gli equilibri tra i contenuti audio e video, dall’altra rimane pur sempre un compromesso tra spazio occupato e prestazioni. Un sistema Home Theater inevitabilmente porta con sé un certo ingombro, che possiamo ridurre in qualche modo (componenti mini, in-wall…) ma che non possiamo di certo eliminare.
Sopra, l’uso adeguato di un buon DSP, magari abbinato alla presenza di diversi altoparlanti, permette di riprodurre effetti e ambienti di diverso tipo. Sotto, quante connessioni per una soundbar? La risposta è semplice: quante più possibile! Presenza immancabile comunque è l’HDMI di tipo eARC/ARC.
La soundbar va proprio a soddisfare le esigenze di chi vorrebbe ma non può, di chi deve per forza di cose fare i conti con i centimetri ma allo stesso tempo non vuole scendere a compromessi estremi con il buon ascolto. A questi le maggiori aziende produttrici hanno pensato e quindi è partita una sorta di “seconda vita” per le soundbar, un loro forte ripensamento che sta posizionando questa tipologia di prodotto su altri piani. In pratica alla soundbar moderna sono stati affiancati i ruoli di all-on-one in grado di interfacciarsi non solo con il suo naturale partner (la TV) ma anche con l’ampio (sempre più ampio) mondo della sorgenti multimediali wireless e cablate che fanno parte della naturale dotazione della famiglia moderna. La soundbar quindi come centro multimediale e multiformato di genitori e figli, in grado di gestire lo streaming da smartphone, decoder satellitari, sorgenti tradizionali, servizi di streaming, audio da memorie residenti e chissà quanto altro ancora. Tutto ciò senza dimenticare quello che è l’obiettivo primario della soundbar: l’audio della TV. Ma non solo TV: servizi di streaming come Netflix, Apple TV, Amazon Prime, Sky e altri che sono già presenti e arriveranno. Servizi che abbinano alla sezione video sempre più performante (4K e HDR con l’8K che ormai bussa alle porte) un audio altrettanto coinvolgente con i formati immersivi sempre più facilmente disponibili (Dolby Atmos, DTS:X tra tutti). Proprio sulla qualità dell’audio i maggiori produttori si sono dati da fare per concentrare nelle soundbar funzioni e caratteristiche tecniche che siano il più possibile vicine a quello che si ottiene con un sistema Home Theatre a componenti separati. È innegabile che tra le due tipologie di prodotti c’è e verosimilmente ci sarà sempre un divario, più o meno netto a seconda dei casi, ma è altrettanto vero che chi è “costretto” a scegliere una soundbar oggi ha a disposizione strumenti raffinati e performanti.
Non solo film e concerti: la soundbar è il partner perfetto anche per i gamer. Anzi, alcune di loro hanno curve di equalizzazione proprio dedicate ai videogiochi.
Basta guardare il pannello posteriore delle soundbar più dotate per intuire quelle che sono le loro caratteristiche tecniche e di utilizzo. A cominciare dalla porta di rete (Ethernet) grazie alla quale la LAN della nostra abitazione e la soundbar possono interagire per darci nuove funzioni e modi di utilizzo. Un altro elemento importante degli IN/OUT delle soundbar più recenti è la possibilità (via pass-through) di gestire il flusso 4K e con esso tutti i formati e protocolli dell’alta e altissima definizione del video attuale, cosi da non diventare il collo di bottiglia tra sorgenti e TV. Alta definizione anche per l’audio, con le connessioni digitali che possono veicolare e riprodurre i file PCM a 24bit/192kHz e in qualche caso anche in DSD. E poi il grande capitolo delle connessioni wireless, quello che ulteriormente e definitivamente colloca la soundbar al centro della scena multimediale della casa moderna: streaming Bluetooth, ma anche gestione del Wi-Fi e l’abbinamento a piattaforme proprietarie come DTS PlayFi e FlareConnect tra le tante oppure quelle proprietarie come AirPlay, MusicCast, Sonos e altre ancora. Il nuovo arrivo è quello del controllo vocale: Siri, Alexa e Google sono già presenti in alcuni modelli pronti a “eseguire i nostri ordini” magari semplicemente per regolare il volume e per portare la musica anche in un’altra stanza. La nuova generazione delle soundbar sembra promettere molto.
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