Advance Acoustic PX1 e BX1, doppia coppia

26 settembre 2017
Advance Acoustic PX1 e BX1, doppia coppia
Amplificatori e processori
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Siamo proprio sicuri che una coppia è sempre formata da due elementi? Non è detto: nel caso di Advance Acoustic PX1 e BX1 sono almeno quattro, dal momento che ciascun dispositivo può lavorare in classe A oppure AB. Ecco come un’azienda francese nata sotto il segno dell’understatement è riuscita a produrre due autentici gioielli tecnologici

Fondata a Tolosa nel 1995, di recentela Advance Acoustic ha lanciato Advance Paris, branca hi-end cui appartengono il pre PX1 e il finale BX1 qui in prova (linea Smart). In un momento in cui molti produttori tendono a ridurre e contrarre, Advance Acoustic – o se preferite Advance Paris – moltiplica.

Nel caso in esame moltiplica (almeno) per due: Advance Acoustic PX1 e BX1 non sono una semplice coppia; sono doppiamente una coppia, nel senso che ciascuno di essi può lavorare in classe A o in classe AB, un po’ come se due diverse nature convivessero nella medesima apparecchiatura.

Anche il pre è doppio: trattasi infatti di un dual mono.

Advance Acoustic PX1 BX1 retro

il pannello posteriore del PX1

PX1 DELLE SORPRESE

I due apparecchi hanno telai ed estetica simili, di un’eleganza classica, senza tempo.

Sul pannello frontale del PX1 troviamo il pulsante stand-by, due prese per cuffie separate, un piccolo display e la manopola rotativa multifunzione che consente di selezionare gli ingressi, dosare il volume delle cuffie, navigare nel menù, eccetera.

Una prima sorpresa viene dal pannello posteriore, sul quale convivono ben 38 connettori e 5 selettori: il PX1 è dotato di nove ingressi analogici, tra cui una coppia di XLR bilanciati e un phono MM/MC  con selettore per la capacità di ingresso  (100/200/320 pF), di tre ingressi digitali ottici e un coassiale, di una porta USB B, di una USB A e di un connettore per il ricevitore Bluetooth X-FTB01. Quanto alle uscite, la dotazione comprende una coppia di sub-out, due pre out a banda intera, due pre-out hi-pass con bass management (75/150 Hz), un rec-out e due XLR bilanciati.

Sul pannello  posteriore troviamo ancora i trigger-out, un connettore per gli aggiornamenti software (upgrade), il cambiatensione, l’interruttore di accensione e una vaschetta di rete a due pin, senza contatto di terra: il PX1 è un dispositivo di classe II (doppio isolamento), immune da anelli di massa.

Un’altra sorpresa viene rovesciando il pre a pancia in su: il pannello di fondo ospita quattro deviatori per la selezione del guadagno e dell’impedenza delle uscite cuffie (+6/0/-4 dB; 0 – 100 ohm).

L’ispezione degli interni del PX1 rivela  una costruzione accuratissima.

l’interno del pre: si riconoscono i due trasformatori Guangdong (struttura dual mono) e i numerosi elettrolitici di livellamento.

Il circuito ha origine da due costosi trasformatori Guangdong NRE Technology con schermo in mu-metal, seguiti da 8 elettrolitici di livellamento da 1000 μF, da altre capacità distribuite e da alcuni regolatori con dissipatore. Il segnale audio può seguire due diversi percorsi, selezionabili attraverso il menù interattivo e denominati Class A e Discrete: il Class A è un doppio cascode con singolo transistor di uscita in classe A, mentre il Discrete si basa su una struttura con ingresso differenziale a JFET, specchio di corrente e stadio di uscita in classe AB.

I componenti, di eccellente qualità, sono disposti su diversi PCB connessi da un cablaggio eseguito a regola d’arte: tra questi componenti spiccano un Asahi Kasei watt su 8 ohm (2 x 150 su 4 ohm) del quale è possibile variare la polarizzazione dei finali mediante il deviatore High Bias: con il deviatore su “on” i finali lavorano in classe A per una parte della potenza, dopodiché commutano in AB; con il deviatore su “off” operano in classe AB per l’intera potenza.

Il pannello posteriore del BX1

Il pannello posteriore ospita gli ingressi RCA e XLR con selettore sbilanciato/bilanciato, il connettore per l’upgrade, i trigger in/ out e otto morsetti altoparlanti per il collegamento con due coppie di diffusori; anche in questo caso la vaschetta di rete è priva del terminale di terra.

All’interno si nota innanzitutto il grande toroidale da 480 VA, seguito da quattro elettrolitici da 6800 μF/63 volt. Lo spazio è suddiviso in comparti che irrigidiscono la struttura e garantiscono una certa schermatura tra le varie sezioni. La parte inferiore del telaio è occupata da un massiccio dissipatore sul quale sono fissati transistor finali Toshiba, famosi per le loro qualità timbriche. 

CONCLUSIONI

E pensare che la Advance Acoustic nasce sotto il segno dell’understatement, a partire da un’idea in fondo semplice: «Realizzare apparecchiature audio a prezzi ragionevoli ma con una qualità ineccepibile». Gioielli tecnologici come il PX1 e il BX1 hanno origine da quell’idea. È proprio vero che la strada dell’umiltà porta lontano.


Il Test in breve

ESTETICA 8,5

Linee classiche ed eleganti, adatte a ogni arredamento; le dimensioni contenute del preamplificatore come del finale facilitano l’integrazione nell’ambiente domestico.

COSTRUZIONE 8,5

Si tratta di apparecchiature ben costruite, con componenti di prima qualità (transistor Toshiba, convertitori Wolfson) e soluzioni circuitali intelligenti.

VERSATILITÀ 9,5

Una coppia versatilissima, nella quale elementi antichi come i level meter a lancetta e l’ingresso phono convivono con interfacce Bluetooth e altre innovazioni.

PRESTAZIONI 8,5

Suono caldo e rotondo in classe A, più deciso e dettagliato, ma sempre gradevolissimo, in AB; al BX1 non mancano solidità e controllo dei bassi.

RAPPORTO Q/P 8

Le ottime prestazioni e l’eccellente costruzione tengono alto il rapporto qualità/prezzo: questa, del resto, è da sempre la vocazione di Advance Acoustic.