BlackWing Three, perfetto per i grandi schermi

1 Maggio 2012
BlackWing Three, perfetto per i grandi schermi
Videoproiettori
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(Test di laboratorio)

4K in 3D
Ultima “fuoriserie” dell’azienda francese Cineversum, questo Blackwing Three oltre a essere dotato di matrice 4K è – ovviamente – anche 3D. Luminoso e potente, è una soluzione ideale per illuminare grandi schermi.

Prezzo
12.000,00 euro

PRO
Prestazioni video
Luminosità anche in 3D
Matrice 4K

CONTRO
Prezzo elevato
Ingombro notevole

Costruttore: Cineversum,
Francia Distributore:
Audiogamma, via P. Calvi 16,
20129 Milano – tel. 800/826111
www.audiogamma.it

CARATTERISTICHE DICHIARATE

●Risoluzione/ tecnologia: 4096×2160
●Raporto di contrasto: 100.000:1
●Ottica: 1,4:1-2,8:1
●Shift: orizzontale +/-34%, verticale +/-80%
● Ingressi: HDMI x2, component x1, VGA x1
●Controllo: RS232, Ethernet, trigger, IR repeater
●Durata della lampada: 3000 ore
●Dimensioni (lxaxp): 530x200x550 mm
●Peso: 14,5 kg
●Dotazione: 1 paio occhiali 3D, telecomando
●Alimentazione: 100-240 VCA
●Consumo: 360 W

PAGELLA

ESTETICA = 8
Inusuale per un proiettore. Bello, senza dubbio originale, anche se un po’ ingombrante nell’insieme

COSTRUZIONE = 8
Un progetto già di per sé molto valido, qui ulteriormente perfezionato per un risultato convincente.

VERSATILITA = 9
Eccellente. L’ottica, sia come tiro che shift, è forse la più flessibile in commercio. Il parco ingressi è completo.

PRESTAZIONI = 9
Estremamente alte, anche in presenza di schermi di elevate dimensioni e con contenuti 3D.

RAPPORTO Q/P = 8
Prezzo elevato, ma se messo in rapporto con le prestazioni risulta addirittura conveniente.

Cineversum è il marchio di un’azienda francese, la TEC, che anni fa acquisì il brand dalla Barco, quando quest’ultima decise, per motivi di mercato, di cederla.

Oltre ai CRT – a tutt’oggi ancora disponibili – la produzione Cineversum si basa su macchine non prodotte direttamente ma “ricarrozzate” e customizzate, come del resto fa anche Runco. Ha senso fare tutto questo, visto che molti aspetti dei proiettori costruiti dalle grandi aziende non vengono curati in modo maniacale, cosa che invece accade comprando un prodotto ottimizzato come il Blackwing in prova.

In realtà queste macchine Cineversum, disponibili in tre diverse versioni, One, Two, e la più costosa Three, oggetto della prova, sono dei proiettori JVC; ereditano buona parte del progetto e del telaio, seppure funzionamento della ruota colore.

La finestra davanti all’obbiettivo è motorizzata e si apre/chiude insieme con l’accensione/spegnimento del proiettore stesso. La macchina è un 3 chip L-CoS con matrice 4K, anche se non accetta segnali 4K, possiede però al suo interno un interpolatore in grado di convertire tutti i segnali in ingresso in 4K; ma allora – alcuni si chiederanno – che senso ha una matrice 4K? Il senso lo ha, eccome, e lo approfondiremo meglio in fondo all’articolo.

L’ottica motorizzata a bordo del proiettore è di grande qualità e probabilmente la più versatile con delle sostanziali migliorie, sia in seno al firmware che al sistema di riduzione del rumore e alla possibilità di applicare un kit Cineversum – CineTwist Anamorphic Kit – di lenti anamorfiche molto performante.

Differenza immediatamente evidente è la veste estetica, particolare, raffinata, senza dubbio europea, nettamente differente da quella squadrata ed estremamente tecnica del JVC.

Il cabinet, nero ma disponibile con sovraprezzo in qualsiasi colore RAL, ha in realtà anche la funzione di riduzione del rumore, che svolge in modo a dir poco egregio, visto che il BlackWing Three è talmente silenzioso da non accorgersi che è acceso; un vantaggio non indifferente rispetto alla tecnologia DLP caratterizzata dalla presenza del rumore proveniente dal del mercato, visto che ha un rapporto di tiro variabile 1,4:1- 2,8:1 ed è pertanto adattabile praticamente a qualsiasi situazione.

È coadiuvata da uno shift molto potente, con variazione del +/- 80% verticale e +/- 34% orizzontale, il tutto gestibile da telecomando. È quindi possibile mettere la macchina molto vicina o molto lontana, e anche fortemente decentrata rispetto allo schermo, insomma una vera panacea per qualsiasi situazione, anche la più difficile.

Certo è che un proiettore più è vicino allo schermo e meglio è: teniamo sempre a mente che l’aria assorbe luce, e quindi meno “aria” c’è tra lo schermo e il proiettore e meglio è!

Due gli ingressi HDMI 1.4, 1 component e 1 VGA accolti da un ottimo interpolatore, che l’azienda ha battezzato Cristal Motion True Cinema Black, ed è in grado tanto di interpolare fino a 4K, quanto di gestire il 3D con contenuti 3D e convertire il 2D in 3D (quest’ultima operazione coni risultati relativamente modesti che abbiamo già visto in molte altre realizzazioni).

Per il controllo del proiettore sono disponibili una porta RS-232, un’RJ45, un Trigger (che viene occupato nel caso di kit anamorfico) e un IR repeater. In dotazione, oltre al trasmettitore IR per il 3D, un occhiale attivo piuttosto leggero e abbastanza comodo. Acceso, il BlackWing Three appare come un proiettore straordinariamente convincente. Le possibilità di settaggio sono molteplici, oltre all’iris ottico regolabile in 16 step che permette davvero un aggiustamento fine della luminosità, sono selezionabili numerosi preset: 6 di fabbrica, un THX, 5 User e 4 da “esperti”.

C’è da dire che con un buon strumento di misura è possibile aggiustare il BlackWing Three in modo davvero puntuale, riuscendo ad arrivare davvero ovunque si voglia, vista la spaventosa dinamica ed energia di cui quest’ultimo è capace.

La luminosità di 1200 ANSI Lumen con matrice 4K risulta essere anche “troppa” per 100” di base schermo, tanto da costringerci a tenere la lampada in ECO MODE. Con questa macchina si può salire ancora molto di diagonale senza nessun problema.

Le specifiche di Cineversum parlano di 240 massimo, che a noi appaiono troppi, ma certo una base schermo di 3mt è tranquillamente raggiungibile senza alcun degrado delle immagini. Certo la tendenza, rispetto a un DLP di fascia alta, è di affogare un po’ i neri e rendere l’incarnato poco naturale, ma con alcuni – doverosi – aggiustamenti sul menu, che è uno tra i più versatili in assoluto, si arriva tranquillamente a domare la macchina, fecendogli esprimere una qualità di visione che solo pochi mesi fa era impensabile in un prodotto di questa fascia di prezzo.

Riguardo la velocità di risposta, da sempre cavallo di battaglia del DLP, dobbiamo notare come la tecnologia LCoS abbia fatto passi da gigante, e per quanto il DLP sia ancora imbattibile, a occhio esperto certi problemi risultano praticamente “invisibili”, in fin dei conti come lo è oramai l’effetto rainbow per il DLP.

I VANTAGGI DEL 4K PER IL 3D

Ha un grande senso utilizzare una matrice 4K anche “sottoutilizzata” a 2K. Sappiamo bene come il 3D tolga luminosità all’immagine, essendo costretti ad utilizzare alternativamente gli occhi e attraverso un occhiale che ha delle lenti che “mangiano” per forza di cosa luce.

Raddoppiare il numero di pixel significa per forza di cose raddoppiare altrettanto la quantità di “lampadine” che illuminano lo schermo; pertanto a parità di luminosità e diagonale, una macchina 2 K (e quindi 1920×1080) ha una luminosità inferiore, avendo una minore densità di pixel (la metà).

Con il 3D – sia nativo che simulato – BlackWing Three è molto più luminoso del suo “pari” 2K e questo è un grosso valore aggiunto, soprattutto per la tecnica LCoS che soffriva maggiormente del problema.

Ma un altro grosso vantaggio si delinea, ed è la possibilità di popolare grandi schermi senza “scomodare” macchine dal costo nettamente superiore.

L’esigenza del 4K viene infatti dal cinema, dove la densità di pixel con 2K è davvero modesta se messa in rapporto a schermi di quelle dimensioni; riportare il concetto con una macchina “da appartamento” permette, a fronte di un investimento tutto sommato non elevatissimo, di avere schermi anche di 3,20 -3,30 mt di base.

Fino a poco tempo fa non c’erano grossi problemi a popolare diagonali fino a 2,50 mt (circa 100”), ma se si voleva uno schermo più grosso era necessario ricorrere a
macchine potenti, e nel mercato Home Cinema significava un salto economico notevole. Questi Cineversum, come del resto i “quasi” gemelli JVC e i molti altri già disponibili e che seguiranno, cancellano questo limite, consentendo grossi schermi con investimenti accettabili.

Ricordiamo che nella gamma Cineversum è disponibile con matrice 4K anche il BlackWing Two, meno performante, ma comunque foriero di ottimi risultati.