Bowers & Wilkins 700 S2, senza compromessi

20 febbraio 2018
Bowers & Wilkins 700 S2, senza compromessi
Diffusori e Soundbar
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La nuova serie di Bowers & Wilkins 700 S2 deriva direttamente dalla top di gamma 800 D3. Le prestazioni sono incredibili rispetto al prezzo. Il sistema proposto è in grado di risultati “quasi” senza compromessi

La nuova serie 700 S2 si è da subito contraddistinta per un rapporto qualità/prezzo senza paragoni.
Derivata direttamente dalla flagship 800 D3 ne mutua molti principi tecnici e materiali; il midrange Continuum è addirittura lo stesso componente, seppure non alloggiato nella Turbine Head ma in un cabinet arricchito da un elastometro sviluppato ad-hoc. Insomma il fattore di forma è rimasto quello della vecchia serie CM S2 che manda in pensione, ma i componenti e i principi progettuali sono stati stravolti, ottenendo dei risultati che è itriduttivo definire strabilianti.
E seppure una rivista di settore autorevole come la nostra dovrebbe cercare di frenare gli entusiasmi, ci troviamo di fronte a prodotti effettivamente di livello superiore se messi a confronto con il loro prezzo di acquisto.

La serie Bower & Wilkins 700 S2 è stata sviluppata con l’aiuto di un software di modellazione dei solidi, con l’obiettivo di ridurre al minimo le risonanze, migliorare la risposta in frequenza, anche agli estremi banda, minimizzare distorsioni e aumentare notevolmente la velocità di risposta.

Nuova la cupola del tweeter, adesso in carbonio a doppia cupola, comune in tutti i modelli, seppure in due versioni. La prima – a bordo delle 702 S2 e 705 S2 – è alloggiata in un contenitore solid body in alluminio che fa anche da canna di accordo posteriore oltre che da unità dissipante, e l’altra ha un accordo più corto e un sistema di smaltimento del calore effettuato da una aletta coassiale con il magnete. Nuovo, lo accennavamo, il midrange, adesso Continuum, ma anche i woofer, con profilo Aerofoil in carta per i modelli da pavimento, mentre in continuum per quelli da scaffale; il centrale HTM 71 oggetto di questa prova utilizza due woofer delle 702 S2 e midrange continuum.

Molto interessante il nuovo subwoofer DB4S con singolo woofer ma che sfrutta lo stesso amplificatore del fratello maggiore DB2S da 1kW e sistema di taratura basato su una app sia per iOS che per Android.
Le 702 S2 utilizzate come canali anteriori sono in verità fin troppo, a meno che non si pensi di sfruttare il sistema anche per ascolti stereofonici di alto livello. Ci si trova di fronte a diffusori in grado di esprimere una qualità davvero senza compromessi per la gamma.

Il tweeter “on-top” con una grande dispersione aiuta nel posizionamento dei diffusori, i quali focalizzeranno molto bene la scena “quasi” indipendentemente dall’ubicazione, ovvio, entro certi limiti. Il bass reflex posteriore in realtà pone qualche problema, non essendo possibile avvicinare troppo i diffusori alla parete di fondo, anche se consigliamo di provare ad utilizzare il tappo in dotazione, del tipo a doppia misura, e quindi in grado anche di dimezzare circa il dotto di accordo.

Il centrale ha lo stesso problema di posizionamento, adotta uguali woofer rispetto ai 702 S2, ma in coppia, e riesce a sviluppare una pressione sonora e una “quantità” di suono davvero elevata.

Il midrange è da 10 cm, quindi di calibro inferiore rispetto ai 702 S2, ed è allineato al tweeter in carbonio. Se ben amplificato questo centrale fa davvero impressione, soprattutto in termini di qualità.

Potrebbe addirittura essere opportuno utilizzare un finale stereo in multiamplificazione passiva, raggiungendo vette qualitative insperate per la fascia di prezzo. Sprecate – forse – le 707 S2 per i canali posteriori, essendo dei diffusori davvero  azzeccati, che potrebbero soddisfare gli appetiti di impianti Hi Fi minimalisti ma con alte pretese di qualità.

Il woofer impressiona per tenuta in potenza, e il perfetto equilibrio con il tweeter regala una riproduzione soprattutto sulle voci a volte davvero magica. Molto interessante, e davvero rivoluzionario per
B&W, il subwoofer. Giacchè il costruttore inglese, seppure vantasse a catalogo molti modelli tra cui l’iconico PV1D, non era molto considerato nei salotti buoni. Questa nuova serie DBD di cui il DB4S in prova (dove S sta per Single, riferendosi all’unico driver) è l’entry level, entra a gamba tesa sul mercato, sbaragliando un po’ la concorrenza.

Dalla sua un amplificatore molto prestante, da 1kW, e un DSP particolarmente evoluto che si collega con lo smartphone in bluetooth per la configurazione. Una app sviluppata ad-hoc permette di effettuare tutte le operazioni, compreso un tools di taratura molto efficace che sfrutta il microfono del telefono. Sul sub quindi i controlli sono ridotti proprio all’osso e si riducono agli ingressi e all’interruttore di alimentazione.


IN SALA D’ASCOLTO…

Abbiamo utilizzato il sistema con un finale della stessa famiglia, un Rotel RMB-1585 da 250 W X 5 canali in classe AB, accoppiato al processore RSP-1582, entrambi forniti dal distributore.

Nel nostro ambiente di ascolto, piuttosto ampio, non è stato difficile sistemare i cinque diffusori e il subwoofer Bower & Wilkins 700 S2 installato tra centrale e uno degli anteriori. Ovviamente la resa si è dimostrata subito eccellente, davvero senza particolari difetti.  Sembra di stare di fronte a prodotti di ben altra caratura. Il subwoofer è potentissimo, e il fronte anteriore regge volumi anche severi senza perdere mai nessun dettaglio. Ai rumori dell’home theater, per quanto coinvolgenti, abbiamo sostituito contenuti musicali, anche molto impegnativi, facendo esprimere davvero il sistema al suo massimo.

Impressionante il coinvolgimento, grazie ad un fronte anteriore che sconcerta per raffinatezza, controllo, focalizzazione.

Il registro grave è perfettamente intellegibile, anche se è consigliabile lavorare sul posizionamento dei diffusori in ambiente, dobbiamo infatti fare i conti con un totale di 8 woofer da 16,5 (3+3 per L&R e 2 per il centrale) e un sub da 25, che non sono così semplici da “domare”. In realtà, il sistema appena installato già funziona molto bene, ma poi gli aggiustamenti fini sono necessari per raggiungere il massimo, un limite che sembra non arrivare mai, visto che man mano che sale la confidenza con i prodotti e con le loro potenzialità, si mettono in atto piccoli aggiustamenti, di posizionamento o di livello, che migliorano ancora la prestazione generale.


LAB TEST / Bowers & Wilkins 702 S2, 707 S2, HTM71 S2, DB4S / Sistema di diffusori
Costruttore: Bowers & Wilkins Inghilterra • Distributore: Audiogamma spa – Tel 02/55181610 – www.audiogamma.it