Denon AVR-X6300H, Anche per il multiroom avanzato

28 Febbraio 2017
Denon AVR-X6300H, Anche per il multiroom avanzato
Amplificatori e processori
0

Il nuovo receiver AVR-X6300H di Denon, oltre ad essere compatibile con dts:X, è anche dotato di modulo multiroom Heos, per una versatilità davvero senza pari

Denon,ormai da tempo, è tra le aziende leader nel segmento dei sintoamplificatori, si divide lo scettro con alcuni altri nomi di blasone del sol levante, ma è spesso avanti nello sviluppo di nuove funzionalità. In questo caso, fatta base il sintoamplificatore AVR-X6200 che manda in pensione, questo nuovo AVR-X6300H aggiunge, e la H a fine sigla lo testimonia, la funzionalità HEOS, il sistema multiroom che Denon ha lanciato e che ha addirittura impensierito, per le sue features, la Sonos tanto da spingerla a intentare causa all’azienda giapponese per violazione di numerosi brevetti internazionali.

Ma vediamo prima di tutto l’AVR-X6300H nella molteplicità delle sue funzioni, ovvero quella di sintoamplificatore top di gamma (dopo di lui solo l’AVR-X7200WA) con 11.2 canali processati e 140 Watt dichiarati su 8 ohm contro i 9 amplificati dell’AVR-X6200. Oramai i sintoamplificatori sono dei veri e propri media-player a cui manca solo la capacità di riprodurre video da contenuti in rete o USB, per il resto davvero non manca nulla. Questo prodotto è addirittura in grado di gestire file DSD (2,8/5,6 MHz), e non di meno FLAC, ALAC e WAV da qualsiasi fonte, quindi da network, HDD, pennetta USB ecc.

Denon-AVR-X6300H-3

Le sezioni finali sono tutte uguali e realizzate a discreti costruiti ad-hoc. Notare la filatura del tutto assente, che testimonia l’impressionante grado d’ingegnerizzazione. Infine il trasformatore di alimentazione, costruito su misura per la macchina.

Ovviamente i 4 DSP interni sono capaci di decodificare qualsiasi streaming A/V, dts:X e Dolby Atmos già implementati e tramite un up-grade a pagamento Auro 3D, ovviamente a cascata tutte le precedenti decodifiche. Grazie alle 11 sezioni finali di cui l’AVR-X6300H è dotato, è possibile realizzare un sistema 7.1.4 o 9.1.2 senza amplificatori aggiuntivi. Confermate le ampie capacità di auto-setup tramite microfono e stand a corredo, che si avvalgono degli algoritmi Audissey (MutiEQ con Sub EQ e equalizzatore dinamico).

E a questo punto meglio spendere due parole su questi sistemi di auto-calibrazione, prima osannati come manna dal cielo, poi bistrattati, e poi considerati di nuovo. Crediamo valga la pena soffermarsi sul comportamento di un utente medio che spesso non regola neanche ritardo e distanza, lasciando i valori di default, e allora sì, è comunque meglio un tools di set-up automatico piuttosto che il default.

Denon-AVR-X6300H

I comandi di uso meno frequente sono sistemati sotto lo sportellino; sul frontale dell’AVR-6300H troneggiano il display, non facilmente leggibile da lunghe distanze, e le due manopole, di calibro diverso per volume e ingressi.

Denon-AVR-X6300H-2

Il Denon Link che porta il segnale di clock da utilizzare con i Blu-ray Denon che ne sono dotati. La connessione dei diffusori usa un codice colore molto comodo in fase di installazione; in base a come si vuole configurare il sintoamplificatore, il menù OSD indica dove collegare i diffusori utilizzando i colori come principale indicazione

In questo, come in tutti i Denon – ma non di meno nei prodotti della concorrenza – alla prima accensione si accede a un menù di set-up che “costringe” all’utilizzo del microfono e alla misura dell’ambiente, in modo che i parametri vengano in qualche modo regolati, magari non perfettamente, ma sempre meglio che nulla! Gli ultimi tools di taratura, e questo a bordo dell’AVR-X6300H ne è la prova, sono in grado di fare davvero un buon lavoro, a patto che si abbia la pazienza di far effettuare al sistema più misure in vari punti d’ascolto.

In questo modo il DSP ha una visione molto più chiara dell’ambente e riesce a modellare una curva sensata; noi abbiamo fatto varie prove riuscendo a ottenere risultati lusinghieri. Poi certo, di meglio si può sempre fare. Ci è capitato con il processore Trinnov (oltre 20.000 euro) che ha un sistema sofisticatissimo di taratura, di riuscire ad ottimizzare tanto l’emissione da ottenere risultati estremamente coerenti anche in fase, per poi accorgerci che “quel suono” proprio non ci piaceva, e che forse era meglio una minore ma più umana “imperfezione”.

La sezione video ovviamente è in grado di accettare qualsiasi tipo di segnale, 4K compresi, 60Hz, con risoluzione colore 4:4:4, HDR e BT.2020. Tutto questo supportato da ben 8 ingressi HDMI tutti HDCP 2.2 e addirittura 3 uscite, una configurabile per zona 2.

Dal punto di vista della rete l’AVR-X6300H offre ogni possibilità, Wi Fi 2.4/5 GHz, o attacco RJ, bluethooth aptX, supporto per AirPlay e dlna. Ovviamente Internet Radio, Spotify connect, Pandora, SiriusXM, Napster, Amazon Music, TIDAL, Deezer, anche se non tutti presenti nel nostro paese.

FUNZIONI HEOS

Per chi non lo sapesse, ne facciamo breve accenno, HEOS è il sistema multi-room lanciato da Denon che ha seguito – come detto – le orme del marchio storico Sonos, seppure con alcune migliorie, prima tra tutte l’ingresso Aux su ogni device, e il bluethooth. La gamma HEOS è piuttosto ampia e consta di 4 speaker stand alone, un preamplificatore, un amplificatore, una sound bar e un
range extender.  Chi – all’interno del proprio appartamento – voleva fino a ieri installare il sistema HEOS e farlo convivere con l’impianto Home Cinema doveva comprare un HEOS link (la sorgente HEOS preamplificata)
ed abbinarla al sintoamplificatore, con conseguente aumento del prezzo di 399 euro, l’AVR-X6300H costa 200 euro in più del suo predecessore pertanto il risparmio – per chi necessitava di questa prestazione – è notevole. Ma HEOS non è l’unica differenza tra il vecchio 6200 e questo nuovo 6300, che infatti vanta funzioni network e di abbinamento migliorate, oltre a un ampliamento delle compatibilità  multimediali e di 11 moduli di potenza contro 9. Pertanto – come già accennavamo – a nuova macchina può realizzare un vero e proprio sistema 7.1.4 o 9.1.2 senza bisogno di sezioni di potenza esterne. I 200 euro di differenza appaiono sicuramente giustificati.

Molto interessante la gestione delle zone del sintoamplificatore rispetto alla funzionalità HEOS. AL’VR-X6300X ha infatti una zona principale e due secondarie, e tante sezioni di potenza a disposizione (11) da poter eventualmente utilizzare. Tramite la app Denon HEOS, che permette di gestire il sistema scegliendo in quale zona sentire cosa; le 3 zone del sintoamplificatore vengono viste come una unica zona HEOS.

Quando si attiva quest’ultima, e si seleziona una sorgente dalla app HEOS, essa sarà quella fruibile anche nelle altre due zone del   sintoamplificatore (se anche in esse si attiva la funzione HEOS). Quindi via HEOS con l’AVR-X6300H si può sentire un unico stream sulle tre zone disponibili e non 3 diversi, se gestiti da HEOS. Se si utilizza la gestione delle zone del sintoamplificatore, è possibile riprodurre ad esempio nella zona principale il 5.1 da Blu-ray, nella zona 2 il sinto FM mentre nella 3 è attivato Spotify attraverso HEOS.

 

Il limite anche fisico riguarda la presenza di una sola interfaccia di rete, pertanto se sto utilizzando Spotify con HEOS non posso sentire contemporaneamente una radio internet  in un’altra zona del sintoamplificatore, visto che l’indirizzo IP dell’AVR è unico e in quel momento è occupato da Spotify con HEOS. Dal punto di vista filosofico, l’AVR-X6300H è un sintoamplificatore multi-zona con possibilità di espansione delle zone – fino a 31 più se stesso, 32 – davvero ragguardevole, dovuta al sistema HEOS che di per sé può coprire massimo 32 zone. E questo è davvero interessante, visto che HEOS p molto semplice da configurare, ed p pertanto anche possibile partire con il solo sintoamplificatore per poi ampliare man mano affiancando speaker HEOS.

Il lavoro fatto da Denon è notevole anche  in capo alla semplicità  di uso e fruibilità dei menù. I nuovi OSD sono semplici da capire, anche per chi non ha dimestichezza, e non dimentichiamoci che la Denon App di gestione tramite smartphone (ovviamente Apple e/o Android) permette un utilizzo immediato del sintoamplificatore. Realizzata bene, con una logica semplificata, ma consigliabile è assegnare un indirizzo IP fisso alla macchina, in modo da non costringere la App a cercare il sintoamplificatore, cosa che succede se a quest’ultimo il router assegna un indirizzo diverso.