Diffusori acustici: come distinguerli

18 Febbraio 2014
Diffusori acustici: come distinguerli
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Sempre più specializzati, in virtù soprattutto di un inevitabile adeguamento allo sviluppo tecnologico dei nuovi sistemi di riproduzione digitale, i diffusori per l’audio/video
hanno trovato nel tempo una connotazione sempre nuova, evolvendosi continuamente sia dal punto di vista tecnologico che di design. Chi si appresta all’acquisto di una coppia di speaker o di un sistema completo formato da elementi frontali, centrale e posteriori (in tutte le loro varianti), si trova come prima cosa, a dover scegliere tra differenti tipologie di prodotto e non sempre è facile orientarsi tra i dati tecnici e le caratteristiche dichiarate. In questa sede, ci limiteremo a descrivere le più diffuse
tipologie di diffusori, rappresentate dai sistemi a sospensione pneumatica, bass-reflex e a linea di trasmissione.

Sul prossimo numero, prenderemo invece in considerazione quei sistemi acustici progettati per essere installati direttamente a parete o a soffitto, che, a seconda del tipo di installazione prevista, prendono il nome di in-wall, on-wall, in-ceiling e a scomparsa, categoria quest’ultima che sta acquistando sempre maggior interesse per
la perfetta integrazione in ambiente nel rispetto dell’assoluta invisibilità degli speaker.

I DIFFUSORI A SOSPENSIONE PNEUMATICA

Nei sistemi a sospensione pneumatica, la parte posteriore degli altoparlanti si trova all’interno di una cassa perfettamente sigillata e quindi con un proprio volume di lavoro indipendente. L’aria contenuta nel mobile, comprimendosi ed espandendosi a seconda dei movimenti della membrana del woofer (l’altoparlante deputato alla riproduzione delle frequenze più basse, n.d.r.), esercita su quest’ultima un’azione di sostegno che si traduce in suoni profondi ma al tempo stesso controllati e ben smorzati. Lo scotto da pagare è costituito dalla necessità di usare box tanto più grandi quanto più bassa è la frequenza che si intende raggiungere (naturalmente il volume dell’aria non è l’unico elemento che determina la risposta e l’estensione alle frequenze più basse di un diffusore, concorrendo a tale risultato anche altri parametri, come il diametro del cono, la rigidità delle sospensioni, la corsa della bobina, ecc ecc). I sistemi a cassa chiusa, inoltre, non raggiungono il più delle volte un’efficienza particolarmente elevata, dal momento che le onde sonore generate dalla parte posteriore del cono non vengono utilizzate.

Non è così nei cosiddetti sistemi bass-reflex, attualmente la categoria di speaker più diffusa, in cui si riescono a sfruttare anche le onde sonore emesse posteriormente dalla membrana dell’altoparlante per le basse frequenze. Per far questo, si utilizza un tubo di accordo, detto anche condotto reflex, disegnato allo scopo, che consente di aumentare l’efficienza alle frequenze più basse del diffusore. I sistemi reflex sono infatti di norma più efficienti di quelli a sospensione pneumatica e possono avere, a
parità di dimensioni, un’estensione in frequenza superiore. Per contro, i bassi dei diffusori reflex potrebbero tendere a essere meno puliti e controllati, dal momento che in prossimità della frequenza di accordo la pressione all’interno della cassa diminuisce e l’aria non può quindi esercitare la sua azione frenante sulla membrana.

La tecnologia consente però ai costruttori di realizzare sistemi reflex perfettamente accordati, in grado di eliminare quasi del tutto questo problema, rimasto attualmente più un ricordo legato ai vecchi speaker che altro. Un’altra caratteristica meno positiva dei sistemi reflex (soprattutto se si dovesse avere a che fare con diffusori di grandi dimensioni e particolarmente potenti) potrebbe essere quella della rumorosità causata dal transito dell’aria attraverso il condotto: anche in questo caso, tuttavia, l’utilizzo di avanzati sistemi di progettazione a disposizione dei costruttori ha permesso di modellare letteralmente la forma dei condotti di accordo, in modo tale da minimizzare il
rumore causato dal transito dell’aria, con risultati spesso estremamente validi. B&W è stato uno dei primi costruttori a prendere in seria considerazione questo aspetto, lanciando già diversi anni or sono i primi diffusori dotati di condotto di accordo Flowport System, dotato di microavvallamenti disegnati per facilitare il passaggio dell’aria ,
rendendo la superficie del condotto del tutto simile simile a quella di una pallina da golf. Tale tecnologia è oggi utilizzata nella stragrande maggioranza dei diffusori del marchio inglese, sia nei modelli più economici che nei prestigiosi sistemi della serie 800 Nautilus.