MOFI STUDIODECK+

24 Marzo 2020
MOFI STUDIODECK+
Sorgenti
0

Da chi di dischi se ne intende sul serio, un riferimento per la sua categoria
di prezzo. È lo StudioDeck+, l’entry level, se così possiamo considerarlo, della gamma di giradischi Mobile Fidelity Sound


COSTRUTTORE Mobile Fidelity Sound Lab – USA
DISTRIBUTORE Hifight srl – www.hifight.it


PRO
• Costruzione eccellente
• Qualità sonora
• Braccio da 10” ben realizzato
CONTRO
• Design molto professionale
• Cavi in dotazione non all’altezza


La base in mdf con rinforzi in alluminio è veramente ben realizzata; il giradischi è pesante e, grazie anche ai piedini smorzanti, progettati dalla Harmonic Resolution Systems, perfettamente isolato da vibrazioni e risonanze, a vantaggio della qualità sonora.

Il MoFi Super Heavyweight, studiato appositamente per questo giradischi, conferisce ancora più solidità e autorevolezza alla riproduzione.

Non possiamo iniziare questo test del giradischi MoFi StudioDeck senza prima parlare dell’azienda che sta dietro questa realizzazione, ovvero Mobile Fidelity Sound Lab che dal lontano 1977 cura ripubblicazioni in edizioni limitata in vinile, CD e SACD di alcuni dei migliori album mai realizzati. Nel catalogo alcuni dei più importanti e apprezzati titoli appartenenti ai generi più diversi, Breakfast in America, Tapestry, Brothers in arm, Piano Man, 461 Ocean Boulevard, Blood on the Tracks, Dark Side of the Moon, The Wall… tanto per citare alcuni capolavori per i quali non è nemmeno necessario ricordare i corrispondenti autori. I vinili Original Master Recording (il nome deriva dall’utilizzo esclusivamente di master originali e non di copie) della MFSL erano prodotti in Giappone con l’applicazione della tecnologia HS Half Speed, a velocità dimezzata, che è divenuta un vero e proprio marchio di fabbrica dell’azienda. Nei tempi più recenti, nel 2001, il marchio MFSL è stato acquistato da Music Direct, azienda che ha fatto rivivere la produzione di questi capolavori musicali grazie anche alla collaborazione di Tim De Parravicini e all’applicazione della nuova tecnologia “Gain 2 Ultra Analog LP Cutting”, ancora oggi utilizzata che rappresenta un ulteriore passo in avanti sotto il profilo della qualità.
Le incisioni OMR della MFSL costituiscono da sempre un riferimento qualitativo e sono utilizzate dagli addetti ai lavori per le prove tecniche dei sistemi di riproduzione audio e ricercatissime sul mercato del collezionismo, tanto che per alcuni titoli particolarmente rari od ormai fuori produzione i vinili OMR raggiungono quotazioni quasi stellari. Recentemente, da una costola della Mobile Fidelity Sound, è nata la MoFi Electronics, con lo scopo di creare una linea di prodotti hi-fi dedicati ai

Il braccio, con in evidenza il contrappeso a vite e il piccolo peso per l’antiskating.

superappassionati. Sono scaturiti due splendidi giradischi, tre testine, due pre-phono e alcuni accessori che a pochi mesi dalla presentazione sul mercato stanno riscuotendo forti consensi tra gli appassionati. Il giradischi StudioDeck che presentiamo su queste pagine è il modello per così dire entry level della gamma, anche se con un prezzo variabile in base alla configurazione tra 1.459 e 1.599 euro, rappresenta comunque un acquisto importante, definitivo si potrebbe dire. Laddove tale affermazione è confermata proprio dalla particolare cura posta nella realizzazione di questo prodotto. Non si tratta infatti di uno dei tanti prodotti OEM, fatti costruire su commissione, come spesso avviene, ma di un giradischi progettato e costruito direttamente dall’azienda statunitense avvalendosi per questo di collaborazioni importanti. E qui ritorna infatti il nome dell’ingegnere musicale britannico Tim De Parravicini, per la sua collaborazione in questo progetto insieme ad altre menti geniali tra cui Allen Perkins (Spiral Groove), uno dei massimi esperti di sistemi di lettura e tracciabilità, a cui si deve nello specifico la progettazione del braccio da 10

La bella testina Mofi StudioTracker in dotazione.

La puleggia realizzata in Delrin, un materiale
estremamente stabile brevetto DuPont.

pollici utilizzato su ambedue i modelli di giradischi presenti nel catalogo MoFi Electronics. Nella progettazione dello StudioDeck (e naturalmente dell’UltraDeck), per ottenere il massimo in termini qualitativi, MoFi Electronics ha fatto ricorso alla collaborazione di una delle aziende leader mondiale nell’isolamento delle vibrazioni per apparecchiature audio, la HRS-Harmonic Resolution Systems a cui è dovuta la progettazione dei piedini di supporto del giradischi. Uno degli aspetti tecnici più importanti che caratterizza la progettazione dello StudioDeck è l’utilizzo di un particolare materiale denominato Delrin, utilizzato per la realizzazione del piatto da 3/4” e della puleggia del motore. Si tratta di un polimero (brevetto DuPont) a struttura molecolare perfetta, priva di scompensi fisici con molecole perfettamente addensate che garantisce la stessa densità in qualsiasi punto, a garanzia di una rotazione perfettamente equilibrata e la massima insensibilità alle risonanze e alle vibrazioni.
Lo Studiodeck è un giradischi a telaio rigido smorzato attraverso l’impiego di quattro piedini HRS regolabili ad altissima antirisonanza, con struttura a perno invertito. La base è in mdf con inserti in acciaio e alluminio e risulta piuttosto pesante nel suo insieme. Particolare attenzione in fase progettuale è stata data al disaccoppiamento meccanico del perno centratore del disco dal perno di rotazione. Il primo infatti non è mai a contatto diretto con il perno di rotazione, a garanzia della massima fluidità e silenziosità di funzionamento.

Bello il profilo piatto del giradischi, con in evidenza il braccio da 10” cablato Cardas. Perfettamente funzionale l’accoppiamento braccio-testina, in grado di assicurare una precisione di lettura veramente molto elevata.

Sul pannello posteriore del MoFi StudioDeck+ soltanto le due prese phono, il collegamento di massa e, a destra, la vaschetta di alimentazione con cavo intercambiabile. Al centro i supporti per la cappa in plexiglass.

Il braccio con il quale viene fornito il giradischi è un 10 pollici dritto con canna in alluminio; utilizza cuscinetti a sfera a basso attrito sia sul piano verticale che orizzontale. Il cablaggio è realizzato con cavi Cardas e i connettori placcati in oro. Il motore sincrono AC da 300 giri con puleggia a due guide per la selezione della velocità (33 1/3 – 45 rpm) offre grande stabilità di rotazione; le vibrazioni prodotte dal gruppo motore sono ben disaccoppiate dal piatto e dallo stilo grazie all’impiego di materiale di smorzamento avanzati. Il risultato è uno dei giradischi più silenziosi che ci sia mai capitato di provare.
Il giradischi viene fornito come abbiamo visto, in due versioni, con testina preassemblata (StudioDeck+) o senza testina (Studiodeck). Nel primo caso possiamo dire di trovarci veramente davanti a un giradischi plug&play, uno dei più semplici in assoluto da configurare. È sufficiente infatti porre il piatto nella sua sede, montare il contrappeso e avvitarlo fino al punto segnato corrispondente a un valore di tracciatura di 2 gr., porre nella sua sede il piccolo contrappeso dell’antiskating e posizionare la cinghia sul bordo del piatto e della puleggia. La velocità di rotazione può essere modificata spostando manualmente la cinghia sull’anello più grande della puleggia.

Il braccio è un bell’esemplare da
10” con canna in alluminio; utilizza cuscinetti a sfera a basso attrito sia
sul piano verticale che orizzontale.

L’interruttore di accensione si illumina di un bel colore arancione per segnalare la messa in funzione del giradischi che molto velocemente raggiunge la velocità nominale di rotazione. A questo punto non resta che posizionare la puntina e godersi tanta buona musica riprodotta in modo eccellente ricordandosi di portare manualmente
il braccio a fine disco nella sua sede naturale. visto che – come sui migliori giradischi – manca qualsiasi sistema di automatismo. Un’ultima annotazione infine va alla cappa antipolvere, pesante e molto robusta, anche se la lieve colorazione marrone non ci trova pienamente d’accordo (avremmo preferito una cappa perfettamente trasparente, in linea con le ultime tendenze del design).

L’articolo completo è disponibile su HC #86 in edicola o su abbonamento >>>