L’architetto Sara Lucci mette a disposizione di HC la sua professionalità ecompetenza per aiutare quei lettori che dovessero avere dei dubbi relativi alle soluzioni da adottare o a prodotti da scegliere nelle fasi di ristrutturazione delle proprie abitazioni.
Quale doccia per la cromoterapia
Buongiorno,
vi scrivo per chiedervi un consiglio riguardo l’acquisto di un sistema doccia con cromoterapia; ho visto alcune proposte che avete presentato sul n 58 di HC, ma vorrei qualche consiglio su come scegliere e installare questi sistemi in casa. Il bagno dove andrei a installare la cabina doccia misura 3×4 m ed è di forma piuttosto regolare. Inoltre, all’interno della cabina, mi interesserebbe usufruire anche della musica, mi sapete consigliare qualche diffusore da incasso specifico? Grazie in anticipo per le risposte
Andrea Zuccoli – Milano
Buongiorno Andrea,
mi rendo conto che in questo momento l’ambiente bagno sia al centro di grande attenzione. Mentre fino a qualche anno fa il bagno era considerato un luogo “tecnico” oggi si tende a curare ogni minimo aspetto legato al benessere e al comfort. La doccia, in particolare, può essere personalizzata in molti modi. Io tendo a curare molto la scelta degli arredi e della rubinetteria. Elementi fondamentali sono il soffione in acciaio cromato o satinato, il miscelatore (monocomando o con deviatore ) e la doccetta che garantisce una pulizia veloce e comoda del piatto doccia e del cristallo
Questi elementi oltre che all’estetica garantiscono un benessere legato al flusso dell’acqua e alla sua potenza e una comodità di utilizzo che rende il momento doccia distensivo e rilassante. Per questo è utile avere un’asta fissa regolabile con doccetta esterna o acquistare una colonna multifunzionale alimentata elettricamente per la cromoterapia. Questo permette di avere un’illuminazione a LED all’interno del soffione che permette di creare scenari diversi, colorando l’acqua, unitamente alla possibilità di disporre anche di un sistema di riproduzione sonora per ascoltare la musica. I diffusori però possono anche essere inseriti in un controsoffitto creato nella zona doccia o su tutto il bagno o inseriti a parete. Questi diffusori da incasso sono provvisti di un cabinet posteriore che ne ottimizza la riproduzione e sono piuttosto semplici da istallare potendo essere integrati perfettamente alla parete diventando quasi invisibili (per una conoscenza più approfondita in merito, rimandiamo alla lettura dell’articolo pubblicato su questo numero di
HC a pag. 68 e segg).
Questi prodotti sono quasi impercettibili alla vista, ma molto piacevoli per l’udito. Un consiglio valido per la scelta del modello giusto, è relativo alla scelta di un prodotto waterproof, o almeno resistente all’umidità, vista la particolare collocazione e, nel caso non si vogliano installare due unità separate per i due canali stereo, ricorrere a modelli stereo (un solo diffusore è in grado di riprodurre l’audio sinistro – destro). Naturalmente, per l’installazione dei diffusori e relativo collegamento al sistema di diffusione sonora multiroom è indispensabile ricorrere a un professionista dell’installazione (può fare riferimento al nostro elenco dei custom installer pubblicato a fine rivista). Per quanto riguarda le dimensioni del vano doccia, io tendo a creare dei vani il più possibile comodi (minimo 80 x 80 quando è possibile) e vicini ad un termoarredo o radiatore per avere asciugamani o accappatoi caldi a portata di mano.