Per un certo periodo la soundbar è stata il “semplice” supporto audio al TV, quella che è stata necessaria affiancare agli schermi sempre più sottili e, di conseguenza, sempre meno in grado di offrire speaker integrati vagamente performanti. La soundbar quindi è passata di ruolo, da elemento “di lusso” a componente fondamentale per ascoltare con un minimo di intelligibilità le trasmissioni in TV. Ma in questo momento di passaggio, quello in cui la soundbar è diventata più popolare, è partita la battaglia al ribasso dei prezzi e con essa, inevitabilmente, al ribasso anche della qualità finale. Ed ecco tante “super offerte”, prima a 99 euro, poi a 89 e anche a 79 euro con le quali, a sentire qualche produttore, potevi portare a casa “il grande audio per il tuo TV!”. Generalmente dopo questi momenti in cui si tocca il fondo, la fase successiva è quella in cui si cerca di tornare in superficie. È il momento che stiamo vivendo, con realtà di buon livello tecnico e nomi vecchi e nuovi che propongono delle soundbar soddisfacenti da un punto di vista dell’ascolto, ma soprattutto della completezza delle funzioni e della compatibilità con tecnologie, sistemi e formati. Basti osservare il pannello posteriore di questi prodotti per intuire quelle che sono le loro potenzialità: dal solo collegamento verso il televisore di qualche tempo fa, adesso contiamo tanti altri formati che permettono di far confluire qui diverse sorgenti. In molti casi è presente anche la porta di rete (Ethernet) grazie alla quale la LAN della nostra abitazione e la soundbar possono interagire per darci nuove funzioni e modi di utilizzo. Uno di esempio? La possibilità di ascoltare direttamente dalla soundbar la musica che arriva dai vari servizi di streaming audio ormai disponibili in abbondanza (Spotify, Tidal, Qobuz…