Nel 1981 la Bowers & Wilkins fondò lo SRE, Steyning Research Establishment, centro di ricerca dove i progettisti e gli sviluppatori avevano a disposizione un ambiente separato dalla produzione e dagli uffici, per poter esprimere al meglio la loro creatività. Fu una idea di John Bowers che coincise con il debutto della prima 801. Steyning, un villaggio inglese di 5000 anime e poco più, tra la campagna e il mare, insomma, un posto ideale per concentrarsi. Oggi l’SRE consta di 22 ricercatori e 30 tra tecnici e addetti, specializzati nel realizzare i prototipi. E qui sono
nati tutti i progetti del costruttore inglese, a partire dal 1981, e che ovviamente vivono di sinergie reciproche. La prima vera rivoluzione “moderna” della serie 800 fu l’adozione del diamante per le cupole del tweeter, che diede vita alla serie 800 D1, oggetto di un restyling qualche anno fa nella gamma 800 D2.
Questa nuova 800 D3 appare invece tutt’altro che un restyling, visto che gli unici componenti comuni alla vecchia serie sono la cupola in diamante (il motore è cambiato), i morsetti di ingresso ed alcuni condensatori adottati nel filtro. Bowers & Wilkins parla, con
classico humor inglese, di 868 cambiamenti, che a noi appaiono come una vera e propria rivoluzione.
Il segno più evidente di questo nuovo corso di Bower & Wilkins è il mid-range, adesso non più in Kevlar. Non troviamo quindi il caratteristico “giallo B&W” oggetto di spudorate copie provenienti dal lontano oriente (arrivati a stampare addirittura una finta matrice in Kevlar su comuni altoparlanti di carta…), ma il Continuum, una nuova matrice di tessuto dalle caratteristiche superiori. L’idea era quella di spostare la frequenza di break-up del cono, in modo da rendere l’emissione più lineare possibile.

Il nuovo colore è il bianco, che si affianca al laccato nero e al rosenut. Con questa finitura l’housing del tweeter è silver, mentre nelle altre versioni è nero. La verniciatura bianca avviene completamente a mano, mentre per la nera il processo è meccanizzato. La cura per i dettagli estetici è maniacale, e superiore anche a quello utilizzato nei più sofisticati processi automobilistici.